Blastofago distruttore del Pino (Tomicus piniperda)

Introduzione

NOME SCIENTIFICO
Tomicus piniperda
NOME COMUNE
Blastofago distruttore del Pino

I coleotteri scolitidi (Coleoptera Scolytidae) sono una delle più importanti famiglie di insetti in grado di approfittare delle precarie condizioni di vita dei soprassuoli arborei, e capaci di alterare le dinamiche di interi ecosistemi forestali. Fra i numerosi scolitidi annoverabili a carico dei pini, le specie appartenenti al genere Tomicus (= Blastophagus) sono fra i più temuti insetti forestali dell'arco alpino e delle regioni mediterranee.

Come si affronta l'infestazione?

Fondamentale è la prevenzione e la prontezza nel rilevare i sintomi di attacco. Sono di norma consigliati Trattamenti Fitosanitari Edoterapici

Ciclo Biologico

Il comportamento biologico dell'insetto è legato alle condizioni ambientali che influenzano sia le modalità di svernamento quanto il numero dei cicli di sviluppo e delle colonizzazioni delle piante ad opera degli adulti. Lo scolitide può infatti compiere uno o due cicli all'anno, con possibile sviluppo di generazioni sorelle quando le femmine, dopo un primo ciclo riproduttivo e un adeguato periodo di alimentazione entro i germogli, riprendono nuovamente ad ovideporre senza essere rifecondate dai maschi. L'inverno viene generalmente superato dagli adulti entro cunicoli ascendenti (covacci) lunghi cm 1,5-3, scavati nella zona midollare dei rametti della parte alta ed esterna della chioma e il cui foro di entrata è ben visibile per la presenza di un cercine resinoso. In altri casi, specialmente nelle regioni del nord, lo svernamento avviene entro escavazioni praticate nella zona del cambio della parte bassa del tronco. Queste costituiscono l'inizio di gallerie di proficazione scavate sul finire dell'estate, quindi interrotte per il sopraggiungere dei primi freddi, all'interno delle quali può aver gia avuto inizio la deposizione delle prime uova. Negli ambienti più caldi l'inverno può essere superato anche da larve e adulti sotto la corteccia. Alla fine dell'inverno o agli inizi della primavera, gli adulti abbandonano i loro rifugi per invadere il tronco delle piante deperite. Qui la femmina fora obliquamente lo strato corticale per scavare un vestibolo dove viene fecondata dal maschio. Raggiunta la zona del cambio inizia lo scavo di una "galleria di prolificazione" lunga 8-16 cm che, longitudinalmente e dal basso verso l'alto, decorre diritta o leggermente cura senza intaccare gli strati legnosi. La galleria causa la comparsa di una vasta alterazione necrotica dei tessuti del cambio, al di sopra e al di sotto della parte lesionata, che provoca il crollo della vitalità della pianta e che denuncia l'attività primaverile dello scolitide. Nell'opera di scavo la femmina viene aiutata dal maschio che provvede all'espulsione della rosura, biancastra o brunastra, altro segnale dell'attacco del blastofago ai tronchi. Mano a mano che la femmina procede nello scavo della galleria di prolificazione depone uova singole entro cellette che poi richiude con rosura ed escrementi. Ogni galleria alberga 50-100 uova. Le larve che gradualmente vanno nascendo iniziano a scavare gallerie individuali che interessano lo strato corticale e che intaccano superficialmente anche il cilindro legnoso. Per un primo tratto sono normali alla galleria materna per poi decorrere irregolarmente fino ad apparire indistinte. All'estremità delle loro gallerie le larve mature si inpupano all'interno di una cella ovale per dare gli adulti dopo 7-10 giorni. Questi fuoriescono attraverso fori nella corteccia con una sciamatura che si colloca prima dell'estate. La scalarità delle fuoriuscite è legata alla gradualità della ripresa dell'attività primaverile dello scolitide, al tempo che intercorre tra l'inizio e la fine della posizione delle uova e alla minore velocità di sviluppo delle larve delle ultime ovodeposizioni che dispongono di un substrato in gran parte alterato dalle larve nate prima.

UOVO:
Di forma ovale e di colore madreperla.

LARVA:
La larva è apoda, priva di mammelloni addominali, biancastra e con capo bruno. Dimensioni: mm 8-9 di lunghezza.

PUPA:
La pupa è bianca, exarate. Dimensioni: mm 5-6 di lunghezza.

ADULTO:
Di colore nero lucente con antenne e tarsi rossastri, elitre brune prossimalmente nerastre e baio-ferruginee nella restante parte, con regolare distribuzioni di strie e interstrie e con una depressione levigata nella parte declive e corrispondente alla seconda interstria a partire dalla sutura mediana, più marcata nel maschio.

Danni

Gli adulti attaccano i germogli, mentre le larve si sviluppano nella cortecciadel tronco e dei grossi rami. Nella zona corticale del tronco e dei grossi rami le femmine scavano gallerie materne longitudinali, dalle quali si dipartono escavazioni larvali; nella zona midollare dell'apice dei germogli vengono scavati cunicoli midollari da parte degli adulti. I danni arrecati dal Blastofago interessano, alternativamente, piante in buono stato vegetativo e soggetti deperiti. Gli attacchi primari operati dagli adulti sui germogli delle piante in buono stato vegetativo portano ad un indebolimento delle medesime che, negli anni sucessivi, andranno a costruire il substrato per lo sviluppo delle covate dello scolitide. Le gallerie di prolificazione e quelle larvali scavate nei tronchi di soggetti indeboliti finiscono per causare deperimenti irreversibili che si concludono con la morte delle piante.

Ospiti e Diffusione

Lo scolitide attacca in primo luogo Pinus pinea, quindi P. pinaster, P. nigra, P. brutia, più raramente O. halepensis, P. sylvestris, P. strobus ed eccezionalmente Picea excelsa e Larix decidua.
L'insetto è diffuso in Europa, Asia del nord e Nord-America.

Come affrontare l'infestazione

Fondamentale è la prevenzione e la prontezza nel rilevare i sintomi di attacco. Questo, in sostanza, è il mezzo più efficace per curare questa malattia. In caso di infestazioni, sono di norma consigliati TRATTAMENTI FITOSANITARI ENDOTERPICI.