Paysandisia archon: Paisandisia

Introduzione

NOME SCIENTIFICO NOME COMUNE
Paysandisia archon Paisandisia

Sulle coltivazioni di palme ornamentali di Italia, Francia e Spagna è stata segnalata la presenza di un lepidottero della famiglia delle Castniidae. Nel 2001 un gruppo di specialisti entomologi ha lavorato per acquisire una migliore conoscenza del parassita, per trovare i migliori metodi di lotta e per applicare nuovi regolamenti per l'importazione e la coltivazione delle palme anche amatoriali. In Provenza e Costa Azzurra , attualmente prolifera la Paysandisia archon Burm.


Ciclo Biologico

La Paysandisia archon, come tutte le Castnie, ha un ciclo biologico molto lungo. Alle nostre latitudini questo insetto compie una generazione all'anno: da luglio-agosto al giugno-luglio dell'anno successivo. Ma non si esclude che alcuni esemplari possano completare il ciclo in due anni. La farfalla ha abitudini notturne, fa voli rapidi e di breve durata. La femmina possiede un ovodepositore a forma di ago lungo 4-5 mm con cui depone 6 uova alla volta all'inserzione del rachide fogliare, sui germogli e sulle fibre. La larva neonata si introduce nello stipite, dove scava nei tessuti teneri gallerie longitudinali e piuttosto rettilinee, le quali, approfondendosi, aumentano di diametro. Si nutre di amido e di fibre. Cresce velocemente e distrugge i germogli del cuore della palma. Le larve diventano molto appariscenti, soprattutto sulle palme molto giovani, quando raggiungono la maturità e hanno già provocato gravi danni. L'ultimo stadio larvale si porta verso la superficie dello stipite per formare il bozzolo e trasformarsi in crisalide. La farfalla vola prevalentemente da giugno a settembre, tuttavia esemplari adulti sono stati rinvenuti nei mesi di ottobre e novembre.




Ospiti

La Paysandisia archon compie il suo ciclo di sviluppo su molti generi di piante appartenenti alla famiglia delle Arecacee (palme). In Argentina è stata segnalata su palme autoctone quali Trithrinax campestris e Butia yatay, così come su specie esotiche quali Latania spp., Chamaerops spp. e Phoenix canariensis. Certamente fin dal 1973 sono stati segnalati danni su palme da olio, da cocco, canna da zucchero e anche banane, dovute a Castnia licus e Castnia daedalus. I danni, difficili da controllare in piante isolate e sparse su vasti territori, furono tuttavia verificati con precisione su coltivazioni industriali, estese per molti ettari, di palme da olio (Elaeis guineensis) in Perù, dove con trattamenti chimici si riuscì a controllare una forte infestazione di Castnia daedalus. La conoscenza del ciclo biologico del parassita e la precisa descrizione dei danni ha consentito un discreto successo della lotta. In Francia e Spagna questo xilofago è stato rinvenuto su numerose specie appartenenti ai generi Brahea, Butia, Chamaerops, Livistona, Phoenix, Sabal, Trachycarpus, Trithrinax e Washingtonia. Durante il monitoraggio effettuato dal Servizio Fitosanitario Regionale delle Mareche (ASSAM), nel 2004, è stata accertata la presenza di Paysandisia archon su Chamaerops humilis, Trachycarpus fortunei, Phoenix canariensis e Washingtonia filifera


Sintomi e Danni

Nel settembre 2001 nella regione di Hyeressono stati constatati gravi danni, le palme introdotte dall'Argentina non sono parse affette, ma le altre (Washingtonia, Chamaerops, Phoenix, ecc.) sono state colpite nei tessuti teneri della corona e dei germogli apicali e sono state fatalmente compromesse. La manifestazione più caratteristica delle infestazioni di Paysandisia archon è la presenza di abbondante rosura all'esterno dello stipite delle piante. Un altro sintomo dell'infestazione è la presenza di esuvie abbandonate nella parte esterna della pianta. Effettuando sezioni del rachide fogliare di palme del genere Phoenix si possono vedere fori circolari in corrispondenza delle gallerie scavate dalle larve. Sintomi di perforazione del lembo fogliare sono causati dalle giovani larve, tuttavia questi possono essere confusi con quelli provocati da un altro lepidottero minatore.
Il danno causato dalla Paysandisia archon può essere più o meno grave in funzione della specie vegetale, dell'intensità di attacco e dell'età della pianta. Lo stato di salute delle piante può essere seriamente compromesso allorché nel loro stipite convivano numerose larve.


Origine e Diffusione

L'areale d'origine della Paysandisia archon è compreso fra Argentina e Uruguay, dove vive su palme spontanee, soprattutto del genere Trithrinax, senza creare danni economici. Chiamata Castnia archon fu descritta da nel 1913, fu rinominata Paysandisia archon quando fu trovata nell'omonima provincia dell'Uruguay nel 1918. Fernando Bourquin, entomologo argentino, nel 1933 descrisse le prime note sul ciclo biologico.
L'areale d'origine della Paysandisia archon è compreso fra Argentina e Uruguay, dove vive su palme spontanee, soprattutto del genere Trithrinax, senza creare danni economici. Chiamata Castnia archon fu descritta da nel 1913, fu rinominata Paysandisia archon quando fu trovata nell'omonima provincia dell'Uruguay nel 1918. Fernando Bourquin, entomologo argentino, nel 1933 descrisse le prime note sul ciclo biologico.
In ITALIA alla fine del 2002 sono stati avvistati esemplari adulti sul lungomare di Salerno. Nel 2003 la Paysandisia archon è stata osservata nelle Marche (in Provincia di Ascoli Piceno) e nel 2004 in Toscana. Attualmente è presente anche in Emilia Romagna e non si può escludere che il fitofago sia presente in altre regioni.


Come affrontare l'Infestazione

I produttori e gli amatori delle palme devono rispettare le regole in vigore sull' importazione dal continente americano. L'importazione di palme provenienti da produttori locali del mediterraneo devono essere attentamente monitorate e controllate. Attualmente solo le misure preventive possono permettere di limitare la diffusione e di salvaguardare le aree in cui non vi sia presenza della Paysandisia archon.

  • Trattamenti Insetticidi: Gli INTERVENTI ENDOTERAPICI sono oggi la migliore risposta possibile. I trattamenti sono efficaci contro le larve, ma inefficaci sulla farfalla adulta, le sue uova e le ninfe. L'esperienza acquisita in Perù, su Castnia daedalus ha dimostrato che la vaporizzazione di prodotti sulle foglie è perfettamente inutile. E' importante non attendere quando i danni sono ormai già gravi ed è difficile riuscire a salvare comunque le piante.

Lotta Endoterapica

Per il CONTROLLO di tale avversità, è possibile eseguire Interventi Fitosanitari Endoterapici. I fitofarmaci da utilizzarsi sono specificatamente realizzati per l'uso endoterapico. Tali sostanze vengono immessi nell'albero mediante iniezioni al tronco, senza alcuna dispersione nell'ambiente, e risultano molto efficaci se eseguite nell'epoca più adeguata per colpire tale patologia.