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Che cosa è l'endoterapia? storia e sviluppo

DEFINIZIONE

L'endoterapia vegetale è una tecnica che viene usata per curare le piante arboree affette da patologie parassitarie e fungine. Questa metodologia di disinfestazione, consiste nell'immissione (attraverso "iniezioni al tronco") di insetticidi e fungicidi, utilizzando fitosanitari specifici appositamente studiati e preparati. Si ha quindi una prima fase di assorbimento la sostanza attiva nel flusso linfatico e successivamente una fase di traslocazione della sostanza fino a giungere nella chioma dell'albero.

BENEFICI

I benefici di questi trattamenti, prevedono un impatto ambientale bassissimo (essendo privo di dispersione) della soluzione iniettata, l'utilizzo di dosi ridotte eliminando così gli sprechi, l'indipendenza dalle condizioni meteo per i trattamenti a pressione consentendo all'albero di assorbire al 100% la soluzione iniettata, la possibilità di trattare alberi sofferenti da inquinamento, stress ambientali,squilibri nutrizionali e la salvaguardia da organismi utili.
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Sperimentazione in Italia

Tutto ha avuto inizio alla fine degli anni '70 nel tentativo di porre rimedio a due gravi tracheomicosi di piante arboree forestali: quella del Platano, provocata dalla Ceratocystis fimbriata e quella dell'Olmo, causata dalla Ceratocystis ulmi.
Tali malattie risultano mortali e si diffondono rapidamente. La lotta tradizionale contro tali parassiti non forniva risultati apprezzabili, poiché la traslocazione delle soluzioni all'interno delle piante era molto limitata. Anche i trattamenti al terreno e l'assorbimento per via radicale fornirono risultati molto incerti, sia per la difficoltà pratica della loro somministrazione (si pensi alle piante delle alberature stradali), sia per la difficoltà di dosaggio che varia notevolmente a seconda della composizione fisico-chimica dei terreni.
In base a queste considerazioni la ricerca, in quegli anni, si spostò anche sull' immissione forzata (o per gravità) di soluzioni direttamente all'interno della pianta. Tali ricerche ebbero particolare impulso nella lotta contro la Ceratocystis ulmi.

Per la lotta contro la Ceratocytis fimbriata, il Centro di Studio per la Patologia delle Specie Legnose Montane del C.N.R. di Firenze (Panconesi Alberto, Nembi V. e Gemignani P.) ritenne opportuno sperimentare, per la prima volta in italia, il metodo dell'immissione forzata di soluzioni specifiche all'interno del sistema vascolare delle piante con lo scopo di combattere alcuni parassiti vascolari.
Armati di tanta passione e con pochi mezzi idearono e costruirono un apparecchio che, con lievi modifiche, poteva essere utilizzato anche su altre piante arboree. La pressione d'esercizio era fornita da una normale bombola di aria compressa corredata di manometri e valvola di regolazione. Il contenitore del liquido da iniettare era stato ricavato da una bombola da gas domestico opportunamente modificata. Tramite un tubo metallico, il liquido veniva distribuito, attraverso innesti rapidi, a cinque iniettori, che inserite nel tronco dell'albero permettevano l'introduzione della soluzione. Stabilita l'età della pianta e scelto il numero dei fori, venivano aggangiati gli inniettori e con poche ulteriori operazioni aveva inizio l'iniezione, la cui durata variava da un quarto d'ora ad alcune ore. Rimossi gli iniettori, per impedire un eventuale riflusso del liquido, si tappavano i fori con cilindretti di legno, che venivano inseriti a forza nei fori con un martello.
Queste prime esperienze aprirono la strada alla costruzione di apparati di iniezione sempre più perfezionati e contemporaneamente ad altre sperimentazioni del metodo per combattere altri parassiti, sia animali (insetti, acari, ecc.) che vegetali (funghi).


Se oggi possiamo utilizzare le tecniche endoterapiche per la cura del verde, dobbiamo essere grati a un gruppo di ricercatori che non senza difficoltà le hanno studiate e sperimentate sul campo.

Molti pensano che l'endoterapia sia una metodologia di cura delle piante di recente messa appunto e poco affidabile. In realtà è già stata studiata e sperimentata fin dagli anni '70 e attualmente si sono raggiunti standard più che ottimali.

Improvvisandosi endoterapisti non fa altro che provocare danni alle alberature data la scarsa professionalità, facendo cadere così, un'ombra a chi invece applica questa efficace metodologia con serietà e competenza.

- Alberto Panconesi, Mauro Lodi, Amaducci Gilberto


L'inizio

Nel maggio-giugno del 1983, un gruppo di ricercatori del Centro Esperienze e Ricerche della società S.I.A.P.A. S.p.A (Kovacs Andrea e Lodi Mauro), in collaborazione col Servizio Provinciale Agricoltura ed Alimentazione di Modena (Badiali G.), eseguirono prove sperimentali su alberature di Platano contro la Corythuca ciliata mediante Iniezioni al Tronco eseguite per mezzo di un iniettore motorizzato, appositamente progettato e realizzato. Gli scopi, oltre che provare l'apparecchio, furono:

  • determinare i tempi per il trattamento;
  • verificare l'efficacia e la fitotossicità degli insetticidi allora disponibili ed esaminarne la durata dell'effetto;
  • stabilire dosi e concentrazioni ottimali;
  • determinare l'epoca di intervento più indicata per il trattamento.

Venne impiegata una macchina "Wilbur Reid" ad alta pressione montata su un automezzo e azionata dalla presa di forza di questo. La soluzione venne iniettata nel fusto dell'albero attraverso fori praticati con un trapano elettrico. Nei fori venivano inseriti gli innesti per il passaggio della soluzione collegati alla macchina mediante tubi di gomma. Questa tecnologia fu denominata con il nome di METODO I.C.A (Iniezioni Controllate Alberature). Vennero testati diversi prodotti e furono effettuate complessivamente 6 prove: 4 a Riccione e 2 a Modena, per un totale di 270 alberi.
Allo scopo di confrontare l'efficacia dei Trattamenti Endoterapici nei confronti di quelli tradizionali, in una delle prove furono inserite 2 tesi trattate con atomizzatore. L'efficacia fu valutata in parte mediante conteggio degli insetti vivi, in parte delle foglie attaccate dall'insetto. A fine stagione in tutte le prove fu valutata la cicatrizzazione dei fori di trattamento. Vennero inoltre valutato la fitotossicità ed altri aspetti molto importanti. In un unico caso, si provocò imbrunimento e caduta di qualche foglia, comunque il fenomeno fu transitorio. La sua persistenza nei confronti del fitofago si prolungò nel tempo, permettendo di superare con un'unica applicazione tutto il periodo estivo.
La prova di confronto fra trattamento tradizionale ed iniezione mostrò che, mentre dopo 35 giorni l'effetto spruzzato sugli alberi era svanito, causando una notevole reinfestazione, l'iniezione garantiva una difesa decisamente più lunga.
Nel 1984 venne ufficializzata la prima pubblicazione.

Lo sviluppo fino ai giorni nostri

Successivamente, negli anni susseguirono ulteriori ricerche sperimentali come, le possibilità di inquinamenti di alcuni segmenti dell'ambiente circostante e sottostante. Tali sperimentazioni continuarono per combattere più patologie. Le valitdità di alcuni soluzioni specifiche:

  • il controllo della Apiognomonia Veneta;
  • i rischi per le persone;
  • il decadimento di soluzioni applicate;
  • le epoche più idonee di interventoe la validità del metodo;
  • la validità del metodo;
  • ecc..

Nell'anno 1990 venne costituita Technogreen® raffigurata da Amaducci Gilberto che, in collaborazione con Enti Istituzionali (Università, CNR, OMP, ecc), rappresentarono una importante risorsa per il via allo sviluppo dei Trattamenti Fitosanitari Endoterapici a livello internazionale.

Nell'anno in corso si incominciò ad analizzare la Processionaria del Pino che si manifestò su tutta l'area circumediterranea su varie specie di Pini e Cedri, causando defogliazioni e creando problemi sanitari per la diffusione di peli urticanti (Andrea Battisti dell' UNI di Padova, Gianni Galbero OMP di Verona, Mauro Lodi CER SIAPA in collaborazione con Technogreen® - 1990).
Nel 1997 il Dipartimento di Protezione delle Piante dell'Università della Tuscia di Viterbo, il Servizio Fitosanitario Regionale del Lazio di Roma, ex Osservatorio Malattie delle Piante e l'istituto Sperimentale per la Patologia Vegetale di Roma, condussero le prime esperienze di lotta contro gli attacchi del Tomicus destreuens. Le prove furono eseguite presso il Centro di Ricerche ENEA di Frascati (Roma). La metodologia utilizzata si dimostrò efficace su specifiche soluzioni per il controllo dell'infestazione.
Nel 1998-99 e 2000, l'Osservatorio per le Malattie delle Piante di Trieste (Ivano Clabassi) in collaborazione con il Servizio Verde Pubblico del Comune di Trieste (Alfonso Tomé) e Technogreen® (Amaducci Gilberto e Mauro Lodi), condussero esperienze sulla Cameraria Ohridella: un micro lepidottero minatore fogliare dell'Ippocastano. Avvistato per la prima volta nella Repubblica di Macedonia, presso il lago omonimo, è in grado di procurare filoptosi anticipate e danni rilevanti all'intera alberatura.
Successivamente, iniziarono la sperimentazione di lotta Endoterapica con tecniche a Pressione e ad Assorbimento Naturale (Infusione), secondo la quale la soluzione viene immessa nel flusso xilematico sfruttando la naturale capacità assimilatoria della pianta. Con questa tecnica sono stati ottenuti risultati molto buoni nel contenimento del fitofago.
In questo periodo, Technogreen® e Aziende meccaniche specializzate, costruirono un iniettore compiuterizzato atto all'immissione controllata di fitofarmaci all'interno delle alberature. Questa metodologia prese il nome di METODO I.F.E. (Interventi Fitosanitari Endoterapici - Metodo Technogreen®) che sostituì l'acronimo METODO I.C.A.. Questo apperecchio presentà numerevoli vantaggi e standard qualitativi a differenza delle apparecchiature e attrazzature tradizionali. Successivamente, il sistema ad assorbimento naturale fu chiamato METODO I.F.A.N. (detto anche Interventi Fitosanitari Assorbimento Naturale - Metodo Technogreen®).

PRODOTTI FITOSANITARI AD USO ENDOTERAPICO

Nei primi anni 2000, Technogreen® in collaborazione Syngenta e Arysta (ex Terranalisi), registrò presso il Ministero della Salute diversi prodotti fitosanitari ad uso endoterapico in esclusiva mondiale. Per la prima volta, sulle etichette dei prodotti, vengono descritte le tipologie di trattamento ad uso endoterapico.

Con il passare degli anni, questa metodologia divenne sempre più frequente in ambiente Pubblico e Privato, raggiungendo così, standard qualitativi ottimali se applicata correttamente. Tutt'ora, la metodologia di intervento non è cambiata. Il vero segreto dell'Endoterapia, non è la strumentezione con la quale si inniettano i fitosanitari ma ben si, tutt'altro.
Infatti, nel 2005, Technogreen®, pubblicò il primo MANUALE DI ENDOTERAPIA VEGETALE allo scopo di chiarire la tecnica Endoterapica in quanto, nel suo notevole sviluppo, portò pressapochismo e improvvisazione a soggetti inesperti e impreparati alle tecniche di cura degli alberi.

Attualmente, Technogreen®, prosegue costantemente allo sviluppo di nuovi formulati per i trattamenti endoterapici e alle ricerche sperimentali per il controllo di nuove patologie parassitarie e fungine che infestano le alberature a livello nazionale ed europeo.