Limantria (Lymantria dispar)

Introduzione

NOME SCIENTIFICO
Lymantria dispar
NOME COMUNE
Limantria (Bombice dispari)

E' una lepidottero appartenente alla famiglia dei Limantridi. E' un polifago delle piante fruttifere (come melo, vite, ecc.) e, soprattutto, delle piante ornamentali e forestali.

Come si affronta l'infestazione?

Fondamentale è la prevenzione e la prontezza nel rilevare i sintomi di attacco. Sono di norma consigliati Trattamenti Fitosanitari Edoterapici

Ciclo Biologico

L'insetto si evolve co una sola gerazione all'anno. Sverna allo stato di uova, riunite in ovoplacche sulla corteccia dei rami e ricoperte di uno strato feltroso di peli colore fulvo che costituisce una valida protezione contro gli agenti atmosferici. Le larve nascono scalarmente a partire dalla comparsa delle prime foglie. Durante le prime fasi di vita si calano con sottili fili sericei sulle varie parti della pianta e trasportate dal vento vengono disperse anche a notevole distanza. Questo fatto spiega il perchè, nonostante le femmine siano assai poco mobili per la pesantezza dell'addome, le infestazioni, pur propagandosi con lentezza, possono comparire in località anche notevolmente distanti dalle zone invase nelle annate precedenti. Lo sviluppo larvale richiede un periodo di tempo più o meno lungo, che può variare dai 2 ai 3 mesi, in funzione delle condizioni ambientali, e che si completa in genere in estate. Raggiunta la maturità le larve si trasformano in crisalidi nelle anfrattuosità della corteccia, fra i resti delle foglie o sulla vegetazione del sottobosco. Gli adulti sfarfallano in genere in estate e le femmine poco dopo essere state fecondate depongono le uova in un'ovoplacca sul tronco e sui rami, talora sulla parte alta della pianta in caso di forte infestazione, o addirittura sui muri, sulle pietre e sulle rocce. Le infestazioni si ripetono ciclicamente ogni 5-10 anni essendo le popolazioni del limantride soggette a fluttuazioni periodiche (gradazioni) sotto l'influenza delle condizioni ambientali e dei parassiti e predatori che svolgono una naturale opera di regolazione.

UOVO:
Sono riunite in ovoplacche sulla corteccia dei rami e ricoperte di uno strato feltroso di peli colore fulvo che costituisce una valida protezione contro gli agenti atmosferici.

LARVA:
L'aspetto caratteristico è dovuto alla sua particolare colorazione dei tubercoli dorsali che chi contrappongono tra il rosso e il blu. E' ricoperto di peli raggiungono una lunghezza di circa 60-70 mm.

PUPA:
Di colore scuro tendente al rossastro

ADULTO:
I maschi sono di colore marrone con fasce nere ondulate e addome sottile con apertura alare di 35-40 mm. Le Femmine sono di aspetto biancastro con ali anteriori e alcune striature e macchiettature. L’apertura alare è di 40-70 mm

Danni e ospiti

Le larve sono divoratrici formidabili della vegetazione fogliare e nelle annate con forti infestazioni riescono a spogliare completamente le piante, giungendo sovente a compiere spettacolari defogliazioni su ampi territori boschivi. Anche se l'attacco del limantride raramente compromette lo stato di vitalità delle piante che, appena cessa l'attività trofica delle larve, riprendono a vegetare nel corso dell'estate, il danno è tuttavia elevato per la depurtazione dell'aspetto ornamentale. Talora ad aggravare le conseguenze dell'attacco intervengono poi condizioni climatiche avverse (es. siccità) o infestazioni di altri fitofagi, come la processionaria della quercia o altri defogliatori.
L'insetto attacca sopratutto le latifoglie, prediligendo piante del genere Quercus (Cerro, Farnia, Rovella e Leccio); si adatta tuttavia senza alcuna difficoltà a vivere su altre essenza quale Carpino, Aceri, Faggio, Ontani, Tigli, Salici, Platano e, seppur con minor frequenza, le sue larve possono attaccare alcune conifere come Cipresso e la Pseudotsuga menziesii (Duglasia o Abete odoroso), riversandosi talora sui fruttiferi (melo, pero, susino, albicocco, ciliegio), su piante arbustive e, occasionalmente, anche su quelle erbacee.

Come affrontare l'infestazione

Fondamentale è la prevenzione e la prontezza nel rilevare i sintomi di attacco. Questo, in sostanza, è il mezzo più efficace per curare questa malattia. In caso di infestazioni, sono di norma consigliati TRATTAMENTI FITOSANITARI ENDOTERPICI.