Guignardia aesculi: Antracnosi dell'Ippocastano

Introduzione

NOME SCIENTIFICO NOME COMUNE
Guignardia aesculi Antracnosi dell' Ippocastano

La Guignardia aesculi è una micopatia dell'ippocastano.


Biologia ed Epidemiologia

Le prime manifestazioni della malattia compaiono a maggio. Il patogeno si conserva come corpo fruttifero ascoforo della fase sessuata nelle foglie cadute a terra. Nella primavera successiva, da quando si aprono le gemme fino al germogliamento, lo pseudo-tecio libera le ascospore responsabili dell'infezione primaria. Attacca l'Aesculus hippocastanum (Ipposcastano), provocando una filloptosi anticipata. In Italia è presente su tutto il territorio nazionale.


Sintomi e Diffusione

I sintomi si evidenziano sulle foglie con macchie irregolari sparse sul lembo (necrosi fogliare). Queste macchie dapprima sono decolorate, poi diventano verde intenso, avvizziscono, infine disseccano trasformandosi in tacche necrotiche rosso-brunastre dotate spesso di un alone giallo. Le tacche tendono ad estendersi sulla lamina fogliare e a confluire fra loro. L'identificazione della malattia può essere non facile per la comparsa di sintomi analoghi dovuti a stress fisiologico-ambientali; quest'ultima sintomatologia, detta "Rossore non parassitario", si localizza perchè più facilmente nei lembi fogliari. E' invece facilmente distinguibile dagli attacchi di Cameraria ohridella, le cui mine formano macchie bianco-giallastra, che dalla nervatura centrale si diffondono verso il lembo delle foglie. Queste infezioni sono favorite da un clima umido e piovoso, ma non troppo freddo; esse sono importanti perchè mantengono alto il potenziale di inoculo, infatti le gravi infezioni estive sono il risultato anche di primavere particolarmente umide e piovose.
Attualmente è presente anche in Emilia Romagna.


Lotta Endoterapica

Per il CONTROLLO di tale avversità, è possibile eseguire Interventi Fitosanitari Endoterapici. I fitofarmaci da utilizzarsi sono specificatamente realizzati per l'uso endoterapico. Tali sostanze vengono immessi nell'albero mediante iniezioni al tronco, senza alcuna dispersione nell'ambiente, e risultano molto efficaci se eseguite nell'epoca più adeguata per colpire tale patologia.