Arocatus melanocephalus: Cimice dell'Olmo

Introduzione

NOME SCIENTIFICO NOME COMUNE
Arocatus melanocephalus (Fabricius) Cimice dell'Olmo

In alcune città italiane questo emittero ligeide ha invaso le abitazioni rimanendovi per lunghi periodi nascosto nei luoghi più impensati destando nelle persone ogni volta che se lo trovano di fronte un reazione che mescola al disgusto un comportamento di panico che si concretizza nella corsa all'insetticida per annientare "tutti" gli animaletti. Un desiderio che a volte fa compiere gesti insensati specialmente nell'uso inappropriato di insetticidi.


Ciclo Biologico

Compie una generazione all'anno. Lo svernamento avviene allo stadio di adulto, che trova rifugio in ricoveri vari, come ad esempio sotto le corteccie sollevate degli olmi e di altre latifoglie, nelle fessure dei tronchi, entro gli strobili dei pini, sotto le foglie nella lettiera. Gli adulti di Arocatus melanocephalus cominciano a muoversi dai siti di svernamento durante la prima metà di marzo, periodo in cui si vedono sugli olmi fruttificanti, dove sono stati trovati nutrirsi delle samare. Tant'è che non raggiungono mai stabilmente le piante che sono prive di frutti. Gli accoppiamenti, avvengono durante il periodo della nutrizione, cioè l'anno dopo in cui gli adulti si sono differenziati. Le femmine si riproducono sistemando le uova nei tessuti degli organi riproduttivi degli olmi (calice), singolarmente o a piccoli gruppi, per un periodo relativamente lungo. Lo sviluppo preimmaginale è rapido, per cui le ninfe cominciano a comparire nella seconda metà di maggio. I nuovi adulti sono stati osservati alla fine di maggio. I primi di giugno sono stati notati i primi voli collegati all'attività di ricerca dei rifugi, dove trascorrere il resto dell'anno e l'inizio di quello successivo. Due comportamenti particolari del ligeide in questione sono stati rilevati. Il primo è relativo alle forme giovanili che si nutrono anche delle samare staccate dall'albero, tanto che si trovano una moltitudine di neanedi e ninfe ai piedi degli olmi dai quali sono caduti i frutti. Mentre l'altro è relativo agli adulti riproducentisi (quelli dell'anno precedente) che cercano di riguadagnare i rifugi d'ibernamento e volano verso le case. Un fatto del tutto particolare che si è manifestato in modo evidente nella seconda metà di maggio. Che si tratti di vecchi adulti è emerso dal fatto che catturati e posti in laboratorio, sono morti in pochissimo tempo cosa che non succede agli adulti dell'anno. Il rincote manifesta una forma stasi durante il periodo estivo; infatti numerosi soggetti inattivi sono stati riscontrati riuniti in moltitudine entro o vicino a strutture antropiche; entro di queste, i luoghi preferiti erano i letti e la biancheria che è stata trovata colonizzata dall'insetto quando ancora era sui fili ad asciugare. In ogni modo qualsiasi struttura che offre un riparo viene abitata dagli adulti di Arocatus melanocephalus.




Ospiti

Le prime osservazioni, hanno messo in evidenza che l'insetto abita più frequentemente l'olmo rimanendo rifugiato nelle screplature della corteccia o, quando li trova, entro i nidi di ragno. Giovani e adulti della cimice si sviluppano a carico di varie specie del genere Ulmus, quali l'olmo campestre (Ulmus campestris) e l'olmo siberiano (Ulmus pumila). Sono stati osservati anche su altre latifoglie arboree, quali tiglio e quercia. Un tempo si riteneva, erroneamente, che la specie fosse un predatore di piccoli artropodi (es. afidi).


Danni

Giovani e adulti prelevano, con l'apparato boccale pungente-succhiante, umori vegetali dai semi (samare) in via di maturazione sugli Olmi, ma anche da quelli caduti a terra. Il danno alle piante ospiti è pertanto del tutto trascurabile. Di maggiore rilievo è invece il disturbo arrecato alle persone, quando un numero elevato di questi insetti viene rinvenuto sui muri esterni e all'interno di abitazioni o altri edifici. Essi possono provocare disgusto, anche perchè, quando disturbati, gli adulti emettono un odore sgradevole prodotto dalle ghiandole repugnatorie i cui sbocchi sono posti lateralmente al torace (metapleure). Le molestie arrecate da questo insetto possono paragonarsi a quelle di altri intrusi che entrano nelle case, quali la cimice verde Nezara viridula (L.) (eterottero, fam. Pentatomidi) e la cimice delle conifere Leptoglossus occidentalis Heideman (eterottero, fam. Coreidi). Come questi ultimi, la cimice dell'olmo non punge l'uomo e non è vettore di agenti patogeni; pertanto, non arreca danni diretti alle persone, agli animali o ai manufatti contenuti nella case (mobili, ecc.); essa non può riprodursi all'interno degli edifici, poiché per deporre le uova e per potersi sviluppare ha bisogno delle piante ospiti (olmi) su cui alimentarsi.


Distribuzione Geografica

L'Arocatus melanocephalus è diffuso nell'Europa centro-meridionale (escluse le Isole britanniche) e nell'Asia sud-occidentale, approssimativamente fra il 40° e il 50° parallelo nord. è presente in Spagna, Portogallo, Svizzera, Francia, Austria, ex Cecoslovacchia, Ungheria, ex Jugoslavia, Turchia e Russia Meridionale.
In ITALIA è presente in tutta la penisola, in Sicilia e Sardegna.


Come affrontare l'Infestazione

  • Mezzi chimici:
    Per evitare l'ingresso di adulti della cimice degli olmi nelle abitazioni è possibile effettuare TRATTAMENTI SPECIFICI. Laddove le infestazioni si ripetono anno dopo anno a livelli molto alti si può prendere in considerazione l'eventualità di irrorare gli olmi o addirittura l'abbattimento di alberi, non di pregio, in quanto troppo a ridosso delle abitazioni
  • Mezzi fisico-meccanici:
    Per limitare l'ingresso di questi insetti nelle abitazioni e in altri edifici è opportuno mettere in atto alcuni semplici accorgimenti, quali la chiusura delle fessure di porte, finestre, rotolanti, ecc., e la schermatura di finestre, sottotetti e altro con reti o zanzariere. Quando entrati gli insetti possono essere eliminati meccanicamente

Lotta Endoterapica

Per il CONTROLLO di tale avversità, è possibile eseguire Interventi Fitosanitari Endoterapici. I fitofarmaci da utilizzarsi sono specificatamente realizzati per l'uso endoterapico. Tali sostanze vengono immessi nell'albero mediante iniezioni al tronco, senza alcuna dispersione nell'ambiente, e risultano molto efficaci se eseguite nell'epoca più adeguata per colpire tale patologia.