Afidi: i pidocchi delle piante

Introduzione

Appartengono alla famiglia dei Rincoti ed esistono molteplici specie. Si distinguono anche per il colore e la loro caratteristica principale è il corpo piccolo (1-3 millimetri), di forma ovale e zampe corte, con la particolarità di alcune specie di volare per molti chilometri.
Il loro apparato boccale perforante-succhiatoresi è usato come nutrimento della linfa nelle piante; Si annidano generalmente nelle parti più tenere delle piante, ma anche nella pagina inferiore delle foglie ed anche i fusti semilegnosi.


Ciclo Biologico

In genere avvengono 2 o 4 generazioni all'anno, prodotte da femmine non fecondate, per partenogenesi, che danno origine ad esemplari femminili; prima dell'inverno si ha una generazione di maschi, che si accoppiano con le femmine, le quali produrranno uova adatte a trascorrere l'intero inverno rintanate in luoghi riparati.
Hanno una gran capacità riproduttiva e disviluppo, in grado di passare dallo stadio Ninfa a quello Adulto nel giro di una settimana (dopo quattro stadi). Nei climi temperati prevalgono i cicli con la sola riproduzione partenogenetica (le uova sono fertili anche se non è avvenuto l'accoppiamento tra individui di sesso diverso), mentre in quelli freddi prima della stagione sfavorevole avvengono gli accoppiamenti e vengono deposte uova durevoli, in grado di resistere alle condizioni climatiche avverse. In tal caso hanno una grande capacità di adattamento.


Piante ospiti

Le specie più facilmente riscontrabili di afide sono:


Danni

Il danno principale che gli afidi provocano alle piante è la sottrazione della linfa necessaria per la sopravvivenza. Questo causa, in modo graduale, la morte della pianta. Mentre si nutrono della linfa, emettono anche una MELATA, ovvero, un liquido zuccherino, che, cadendo su foglie e fusti, imbrattano i vegetali e provocano la nascita di numerosi funghi pericolosi per le piante sia dal punto di vista estetico che funzionale ed le cosiddette "FUMAGGINI" che possono ostacolare l'attività fotosintetica della pianta e deprezzare commercialmente i frutti. La melata è una fonte di cibo per molti insetti. Per esempio, le formiche, assumono una vera e propria simbiosi mutualistica che provvedono al loro trasporto sulle varie parti della pianta, stimolandoli nella produzione della melata. Oltre a provocare questi danni, sono capaci anche di trasmettere indirettamente moltissimi VIRUS nutrendosi di piante infette prima e passando poi a quelle sane.


Come affrontare l'Infestazione

Fondamentale è la PREVENZIONE e la PRONTEZZA nel rilevare i sintomi di attacco. Questo, in sostanza, è il mezzo più efficace per curare questa malattia. In caso di infestazioni, sono di norma consigliati TRATTAMENTI da eseguire nei periodi specifici.


Lotta Endoterapica

Per il CONTROLLO di tale avversità, è possibile eseguire Interventi Fitosanitari Endoterapici. I fitofarmaci da utilizzarsi sono specificatamente realizzati per l'uso endoterapico. Tali sostanze vengono immessi nell'albero mediante iniezioni al tronco, senza alcuna dispersione nell'ambiente, e risultano molto efficaci se eseguite nell'epoca più adeguata per colpire tale patologia.